Qualche tempo fa una collega e amica mi raccontò di una richiesta del cliente all’agenzia. Agenzia di comunicazione, specializzata nel below the line.
La richiesta riguardava la personalizzazione dell’area reception dell’azienda, che il cliente considerava troppo spartana, e usò l’espressione “deprimente”. E’ interessante l’aggettivo, perché se avesse detto “povero”, o “troppo essenziale” avrebbe posto l’accento su un gusto estetico. Invece usò un termine che presupponeva interesse per le persone, per chi lavora in quell’area e anche per chi deve sostare, nell’attesa.
Non entrerò nel merito della proposta creativa, ne’ di ciò che venne scelto ma piuttosto vorrei parlare dell’approccio. Indipendentemente dal risultato, infatti, questa sarebbe stata una bella occasione per farsi delle domande e cercare le risposte dove sono, perché ci sono, nello studio della psicologia del colore, già ampiamente usato nel visual merchandising.
LA MEDICINA DEL COLORE
Nel 2014 sono stati resi pubblici i risultati di una ricerca realizzata a Princeton, negli Usa, sulle reazioni di persone operate di protesi all’anca o al ginocchio. I pazienti ricoverati nelle stanze rinnovate richiedevano il 30% in meno di interventi contro il dolore, in particolare di farmaci, di quelli che occupavano le camere vecchie.
Spazi grandi, ariosi, con finestre che davano su giardini curati e pareti colorate con tonalità rilassanti, facevano la differenza. La cromoterapia è da tutti riconosciuta come un sistema che, a diversi livelli, lavora a favore del benessere individuale. Peter Mandel, naturopata tedesco, è andato oltre, costruendo uno strumento che, in sintesi, crea lo stesso effetto benefico di quei bagni di luce già utilizzati dagli antichi egizi per guarire da molte malattie, comprese quelle della pelle, oltre che migliorare la salute psicofisica generale. Cioè facendo in modo che non ci si ammali affatto.
Tutto questo cosa c’entra con noi? Se vogliamo fare bene il nostro lavoro, c’entra.
L’ARMONIA VISIVA
La ricerca dell’armonia visiva è un must nella comunicazione ambientale, dai punti vendita, showroom, alle fiere o eventi particolari. Vale lo stesso principio quando l’ambiente è abitato da persone che vi trascorrono molte ore, e sono il front line dell’azienda, rispondono al telefono. Le receptionist gestiscono la “prima impressione” che chi chiama avrà dell’azienda. Gli uffici sono spazi in cui persone spesso stanche, stressate, sotto pressione condividono molte ore con altri, colleghi che non hanno scelto, con cui devono stabilire relazioni umane, non solo professionali. Non è sempre piacevole, ne’ naturale o facile. Trascurare queste difficoltà è controproducente anche per l’attività e la produttività dell’azienda. Eppure, un po’ di regole base già ci sono. Scientifiche.
- Verde: colore della freschezza, naturale.
- Rosso: colore che attira l’attenzione, insieme al giallo e all’arancione.
- Nero: colore che dona all’ambiente eleganza e raffinatezza.
- Blu: colore che ispira fiducia.
Ed è proprio accostando e sfumando che si crea l’armonia visiva, cioè quella soluzione policromatica che suscita sensazioni positive nel cliente.
C’è una letteratura imponente sull’uso del colore nel visual merchandising, che probabilmente sarebbe quella di riferimento più diretto.
Io invece penso alle presentazioni di powerpoint, che hanno regole più schematiche da cui partire, ispirate anch’esse dalla psicologia del colore e liberamente interpretabili, secondo una serie di variabili come la palette moda, il gusto personale, la brand identity e le guide lines dell’azienda, e così via.
I’VE GOT A POWER … POINT
Gli esperti delle presentazioni consigliano di sviluppare il concept cromatico con un massimo di 3 colori, secondo uno schema semplice ma sicuramente efficace: bianco, nero e colore. E’ uno schema basic, ma tiene conto di due macroaree cromatiche: i colori caldi, energetici e vivaci, che permettono di giocare con i contrasti. I colori cool, confortevoli e professionali, che non stancano nel tempo.
Abbinare tra loro dei colori complementari significa prendere due colori che sulla ruota dei colori si trovano su raggi opposti. Per esempio il complemento del giallo è il violetto, il complemento del rosso è il verde ed il complemento dell’azzurro è l’arancione. In questo modo otteniamo forte contrasto e perfetta armonia.
Con una combinazione di colori analoghi selezioniamo due o più colori vicini tra di loro nel cerchio cromatico, molto affini, come possono essere il giallo e l’arancione. Sono colori ottimi da variare, in abbinamento al bianco e nero.
Infine, la triade ci permette di trovare due colori in forte contrasto e un colore più deciso. Questa soluzione è divertente, ma piuttosto audace e pericolosa, anche come scelta grafica per una presentazione in power point. Figuriamoci se si deve proporre su una parete. Direi di maneggiarla con cura, e tenendo sempre d’occhio eleganza, semplicità e … facilità di successivi interventi.
Non bisogna mai dimenticare che fare comunicazione con l’interior design richiede moltissima attenzione, e bisogna curare molto bene l’aspetto dei materiali e del tipo di finitura utilizzata. Se si usano colori forti, è bene creare escamotage che permettano di intervenire rapidamente, con ottimi risultati, senza dover rifare tutto. Ad esempio, deve essere smontata una mensola, e in quel punto il muro resta segnato. O si sposta un mobile, si spostano interruttori, luci.
Chi si occupa di ragionare sulla personalizzazione ambientale deve farsi anche queste domande. Lavorare a favore del cliente. Sempre.