Il Caffé della Piazzetta di Padova è Parigi in città.
Affaccia su una piazzetta piccola e riservata, a ridosso delle piazze più importanti ma al riparo di quel traffico e di quel movimento destinati a minare la pace e la tranquillità che chi lo frequenta, giustamente, cerca.
Perché Parigi, direte voi. Per i tavolini liberty all’aperto, per il profumo delle brioche del mattino. Per il rito che vi si consuma qui, mentre si legge il giornale e si sorseggia il caffè. Ho letto una recensione di una giovane francese che ama l’Italia e vive a Firenze. Quando è passata di qui ha scritto nel suo blog di aver ritrovato, in questo pain au chocolat, la sua Parigi. Così oggi sono venuta anche io, e mi sono seduta ad un tavolino all’aperto, ed ho letto il giornale, sorseggiato il caffè e trattenuto tra la lingua e il palato la fragranza e il profumo del pain au chocolat. Ho socchiuso gli occhi ed ho pensato di essere a Parigi.
Quel pain au chocolat, per la cronaca, proviene da quella Pasticceria Marisa dove opera Lucca Cantarin, maitre patissier di fama mondiale. Ha vinto il terzo premio alla Coupe du Monde de Patisserie di Lione nel 2013. Per dire: l’anno dopo, con la Nazionale Italiana, hanno vinto il primo.


Non mentirò inutilmente. Non sono capitata qui per caso.
Il Caffé della Piazzetta è un mio punto di riferimento fisso, quando vengo a Padova. E i proprietari Carla e Mauro sono amici miei. Fra i migliori che ho. Ma prima di leggere quella recensione, non ci avevo mai pensato. A Parigi, dico.
Quando vivevo qui, loro non avevano ancora il Caffé ma io già li conoscevo. Così quando Carla ha rilevato il piccolo bar di quartiere, trent’anni fa, io l’ho visto crescere, cambiare. Vent’anni fa è entrato anche Mauro e loro due, insieme, lo hanno trasformato in un contenitore di piccole magie culinarie, grazie alla passione e alla curiosità, alle loro scoperte, ai viaggi che hanno fatto negli anni (veri viaggiatori, Carla e Mauro, di quelli che mangiano per strada ai baracchini in india come nei ristoranti stellati. Una rara e preziosissima fame di gusto e di sapori, di sorprese per il palato). Grazie anche alle collaborazioni che nel tempo si sono avvicendate, con cuochi, nutrizioniste, mastri pasticceri, produttori di eccellenze del territorio ma non solo regionale, perché il concetto di km 0 è limitativo, se le clementine migliori sono in Calabria, i prosciutti migliori in Emilia e così via.
Il km 0 qui è rappresentato dalla ricerca e dalla selezione dei produttori migliori che, ovunque si trovino, meritano la visita, l’incontro diretto. E’ il rapporto di lavoro che si trasforma in conoscenza, in stima reciproca, in condivisione di informazioni e in qualcosa di simile all’amicizia, perché il comune obbiettivo di lavorare in qualità li rende un po’ tutti Davide contro Golia, e restare uniti diventa importantissimo.




Un contenitore, dicevo, che propone non solo cibo ma cultura.
Al Caffé della Piazzetta si organizzano degustazioni a tema e si invitano i produttori a raccontare la loro storia. Una storia spesso ricca di aneddoti e di amore sconfinato per ciò che si fa. Si organizzano incontri durante i quali, ad esempio, il piccolo produttore di cioccolato chiacchera con il pasticcere tre volte campione del mondo e con il viticoltore che suggerisce il giusto vino per accompagnare, valorizzare ed esplodere il valore degli altri. Chiaccherano e si raccontano cose, e si punzecchiano e si divertono, mentre il pubblico degli appassionati si diverte con loro e scopre le piccole grandi storie che danno un senso alle cose che magari, fino al giorno prima, gustavano distrattamente. Buone sì, ma chi l’avrebbe mai detto che!


Un cuoco a domicilio e ghost kitchen spiegava: questo è un Bar Gourmet, qui si serve cibo per l’anima. Non è per tutti.
A me piace pensare che tutti possano scoprire il piacere per il cibo, e lasciarsi sorprendere da un certo gusto, un certo sapore, e capire con la sensibilità del proprio palato che la differenza di costo fra una cosa che ti accompagna in un viaggio come questo è ben poca, rispetto a prodotti più commerciali.
Mi piace pensare che chi intraprende questo viaggio non si dispiaccia dell’eventuale attesa. La differenza tra essere serviti in 5 minuti o in 20 sta nel concedersi il meglio di quanto viene offerto qui. Il tempo è la garanzia che viene preparato tutto al momento. Che ogni piatto viene curato con ingredienti che vengono preservati fino al momento in cui servono, non trattati al mattino e abbandonati in una vetrinetta fino alla sera.
Mi piace pensare anche che chi è approdato al Caffé della Piazzetta, un po’ lo cercava, un po’ scopriva di averlo cercato senza saperlo. Come certe isole che non risultano sulle mappe, sulle carte geografiche, e sono piccole piccole ma è proprio lì che i pirati nascondevano i tesori.
Spero che, se vi capiterà di passare da quelle parti, lo vedrete brillare anche voi. Buon viaggio.

