THERAPI: TERAPIA DI COPPIA PER AMANTI. DEL BELLO. 

Therapi è esattamente ciò che dice di essere: prima di tutto una terapia per le due ragazze che l’hanno inventata. Quando viviamo la vita che desideriamo e tutti i conti tornano, siamo portate a pensare che sarà così per sempre. Poi succede qualcosa, l’ingranaggio perfetto si inceppa e quel granello di polvere che lo blocca è anche quello che lo fa saltare. Non è detto che questo sia un male di per sé.

QUELLA CHE IL BRUCO CHIAMA FINE DEL MONDO, IL RESTO DEL MONDO CHIAMA FARFALLA.

Così è stato anche per loro: Daniela Tiburtini e Flavia Bruschi , amiche e colleghe che, dall’interno di una realtà strutturata e di altissimo livello, si occupavano con soddisfazione e successo di produzioni d’arte in ambito editoriale.

Un passaggio di proprietà, cambiamenti nel management e nella politica aziendale le costringono ad una riflessione. Dopo tanti anni, decidono di ripartire da zero, dove lo zero è tuttavia rappresentato da decenni nel mondo dell’arte e della bellezza. Un mondo che le appartiene, e che appartiene a loro. 

D) Daniela, un po’ di informazioni su Therapi, chi c’è dietro la start up, come nasce, e perché? 

R) Dietro Therapi ci sono due amiche e colleghe, io e Flavia, che in un momento particolare della loro vita, tra cambiamenti lavorativi e pandemia, hanno cercato una terapia per uscire dall’empasse e ricominciare a stare bene.

Durante il lockdown abbiamo lavorato virtualmente, sviluppando idee e cercando di dare anche una struttura, una concretezza progettuale. Poi finalmente ci siamo anche incontrate, e abbiamo iniziato a realizzare fisicamente le cose.

In fondo funzionava così anche prima, il processo era lo stesso.

La differenza è che Therapi siamo noi. Noi prendiamo le decisioni, portiamo avanti le nostre idee, facciamo le cose che ci piacciono e ce ne prendiamo la responsabilità. Questa determinazione ci ha caricato di energia positiva ed ha funzionato davvero.

I Canovacci Artistici di Therapiduo ti portano a Pranzo da Babette.

D) La scelta di materiali corrisponde ad un’idea precisa di Therapi?

R) Si, volevamo trovare dei supporti di qualità naturali e alternativi, che ci permettessero di esprimere al meglio le nostre scelte artistiche, i nostri concept di stampa che riproducono un’atmosfera vintage. Cotoni, lini e misti lini che, nelle loro diverse versioni, soddisfano questa esigenza. Denominatore comune è la qualità.

D) Come gestite il processo di produzione?

R) C’è una parte progettuale e di test che avviene tutta all’interno del laboratorio di fotolito, storicamente della mia famiglia. Io mi occupo della parte creativa, di elaborazione delle immagini e, con mio fratello, della parte tecnica. Gestire in autonomia questa parte della progettazione ci permette di ottenere il massimo dalla produzione.

Scegliamo immagini che possiamo verificare subito se sono riproducibili oppure no, su quali materiali o no. 

In questo senso si capisce anche meglio l’importanza di ampliare l’archivio delle immagini, quindi la ricerca iconografica.  La sperimentazione precede sempre la produzione e garantisce la qualità del risultato.

Una volta prese le decisioni, a seconda della tiratura che decidiamo, scegliamo anche i fornitori adeguati.

D) E potendo scegliere anche i clienti, quali sarebbero le loro caratteristiche?

R) Questo è il territorio di Flavia, che si occupa di tutta la parte commerciale, oltre che condividere le scelte creative. Ed è un cliente che lei conosce molto bene perché è lo stesso con cui dialogava fino a pochi anni fa: attento alla qualità, all’idea, al mood, e certamente sensibile al bello.

D) A proposito di politiche commerciali, non avete un sito, un e-commerce, e comunicate solo attraverso instagram. Perché?

R) Non abbiamo un sito perché, più che altro, non lo abbiamo ancora. Cioè non vogliamo semplicemente un sito vetrina, e le nostre attuali strategie ci impongono una certa cautela. Stiamo concentrando la comunicazione là dove sappiamo di poterla gestire attraverso le immagini.

L’ e-commerce non è nei nostri programmi per due ragioni fondamentali: ci piace pensare che la cura nella scelta dei materiali e dei soggetti di stampa passi attraverso i 5 sensi, e non vogliamo diventare i competitors dei nostri clienti.   

D) Lo storytelling di Therapi è molto preciso: c’è una passione per l’arte, per la grafica e per la storia che si traduce in un design del quotidiano. È voluto? C’è un’intenzione POP in questa scelta? 

R) Lo storytelling è certamente voluto poichè la nostra storia professionale è legata al mondo editoriale ed artistico. Abbiamo declinato su alcuni oggetti per la casa le nostre passioni per il design e l’arte: questo è POP. Cioè ci piaceva l’idea che chiunque, avendo quel gusto e il piacere di circondarsi di cose belle, può farlo. Potremmo dire che Therapi è Portatore Sano di Concetti d’Arte e Design.  Ancora di più del multiplo d’arte, ancora più accessibile. Anche noi proponiamo la tiratura limitata, ma ci giochiamo. È il messaggio che arriva a chi compra: sa di non essere l’unico ma si sente parte di un’élite che sceglie cultura.

D) ho una domanda collegata alla precedente, e riguarda la vostra presenza a HOMI, dove già lo scorso anno avrete sicuramente riscontrato interesse, clienti ma anche curiosi, professionisti del settore. Vi ha aiutato a farvi un’idea su cosa funziona meglio, e vi ha condizionato?

R) sicuramente ci ha aiutato a capire cosa piace di più e cosa è più vendibile. Non pensiamo ci abbia condizionato ma ci ha consentito di capire meglio cosa interessa i clienti, e questo ci ha stimolato a proporre altri soggetti e prodotti. 

HOMI è stato un successo tale che ci ha colte di sorpresa. Quando abbiamo deciso di partecipare volevamo solo un banco di prova con la realtà del settore. Volevamo annusarlo, vedere come fanno gli altri. Non avremmo mai immaginato di riscuotere tanto interesse e quindi abbiamo dovuto anche operare rapidamente delle scelte per non sovraccaricare il mercato, muovendoci con delle esclusive.

L’ esclusiva ha senso perché è un prodotto con caratteristiche molto particolari: l’arte applicata è proprio una nostra idea, nessuno la fa in questo modo, ma logicamente anche chi chiede l’esclusiva deve mettere in conto un certo tipo di acquisto, nei numeri e nella continuità. Nell’impegno a valorizzare gli oggetti, ad esporli in vetrina raccontandoli.

Questa è una cosa che stiamo scoprendo nel tempo perché, a parte la scelta di non disperdere il potere dell’effetto scenico distribuendo in modo oculato, ci dobbiamo preoccupare anche del post vendita. Non possiamo dare nulla per scontato.

D) Quest’anno tornate a Homi, avete delle novità da proporre? Qual è il concept della vostra presenza di quest’anno? 

R) il concept è lo stesso ma abbiamo molte nuove immagini declinate su vari supporti. Abbiamo ampliato la gamma di prodotti e tessuti e proporremo tovagliette americane, runner di lino e misto lino. Abbiamo anche alcuni nuovi packaging.

D) Se avessi una sfera di cristallo che proietta il futuro di Therapi, cosa ti piacerebbe vederci dentro?

R) la possibilità di continuare a fare ciò che ci piace, con un riscontro di pubblico importante che ci consenta di investire in nuovi progetti.

D) Qual è la creazione di Therapi che meglio rappresenta te, e quale Flavia?

R) per Flavia è il canovaccio vintage, il primo oggetto creato da Therapi con tutto l’entusiasmo possibile. Per me è la Colonna di Piranesi che nasce dalla mia passione per l’arte e le immagini che prendono forme e applicazioni diverse.

D) Volete lasciarci con una frase ad effetto con cui vi piacerebbe essere ricordate?

R) devi fare ciò che ti fa stare bene” (cit. Caparezza)

Troverete Therapiduo a HOMI, Rho Fiera di Milano, dall’11 al 14 marzo 2022 Pad. 9 stand 19.

Seguitele su: https://www.instagram.com/therapiduo

Pubblicato da Consuelo Piccini

Project manager, specializzata in produzione creativa e docente di Project Management in ambito Comunicazione, Eventi e Below the Line.

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