Il Biglietto da Visita, questo conosciuto.

In American Psycho,  Bret Easton Ellis fa fare a Patrick Bateman cose terrificanti e cruente a un sacco di gente. Tuttavia, una delle sue vittime aveva in effetti commesso un errore imperdonabile: aveva un biglietto da visita più bello del suo. Ma bello è riduttivo. Era un biglietto più seducente. A Bateman bastò tenerlo fra le dita per pochi secondi e sentire la grana, lo spessore, e provare quella sensazione di potere che gli trasmetteva per … beh, sappiamo tutti com’è finita.

Ora, io non vorrei terrorizzarvi. Avere un biglietto da visita seducente non scatenerà il serial killer che giace in ognuno di noi. Non per la gran parte dei casi, almeno. Ma farà la differenza.

Oppure no.

Non ho nulla contro chi sceglie la stampa di 250 biglietti con 20,00. Siamo seri: l’ho fatto anche io. Lo rifarò, se non avrò più di 20,00 in tasca. Il costo si abbatte perché si va in macchina con qualche milione di pezzi, suddiviso in un certo numero di soggetti. Tutti diversi, tutti uguali. La formula è vincente, e grazie ad essa, praticamente tutti possono presentarsi con il loro bigliettino.

Tutti possono presentarsi con il loro bigliettino.

Questa è la prima cosa. In Italia non è ancora così scontato ma, se si esce dai confini nazionali, salutarsi lasciandosi la business card è assolutamente comune, anche tra studenti. Il massimo è nei paesi asiatici: sono andata varie volte in Corea e mi sono resa conto subito che non possederne una toglie addirittura credibilità. Non mi sono più fatta trovare impreparata!

Suggerisco di allenarvi a portarli con voi, a distribuirli per ogni dove. Ad acquisire disinvoltura, naturalezza. Quando sarà davvero utile, sarà importante anche questo.

E, a quel punto, vorrete quel biglietto da visita per il quale Patrick Bateman era disposto ad uccidere.

Il Rumore di Fondo

Leggo su Personal Branding, scritto da Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti, pubblicato da Hoepli: “Nel 2012 la rivista americana Forbes ha citato una ricerca condotta da Gene Zaino, presidente della MBO Partners, che ha messo in luce una tendenza eclatante: entro il 2020 la metà dei lavoratori sarà indipendente.
Una modalità che comprende, tra gli altri, freelancer, consulenti, influencer, esperti o “solopreneur”.
Si tratta, solo per gli Usa, di più di 70 milioni di persone, che hanno l’obiettivo di manifestarsi, distinguersi e promuovere se stesse e le loro attività.
Professionisti che entreranno in diretta competizione con gli impiegati nelle aziende e con chi cerca lavoro.
Gli uni e gli altri hanno e avranno sempre più bisogno di strategie per farsi scegliere, per associarsi alle persone giuste e per trasformarsi in un segnale rilevante nel rumore di fondo.”

Il Biglietto da Visita Seducente

Va compreso che il biglietto da visita rientra nella strategia di comunicazione. Deve essere strettamente legato a tutti i materiali pensati per trasmettere la nostra immagine, sia on line che cartacei. Ci sono anche casi in cui vive da solo:  avvocati, notai e commercialisti raramente si presentano con una brochure, o con un sito. Esistono da decenni campionari di carte dedicati specificamente all’immagine coordinata. La progressiva scomparsa della corrispondenza tradizionale li ha resi obsoleti, ma ha aperto ai biglietti da visita la possibilità di spaziare tra molte carte, anche quelle normalmente destinate al packaging di lusso.

Le 3 regole di un biglietto da visita seducente
  1. grammatura della carta: minimo 250 gr
  2. piacevole al tatto
  3. deve trasmettere la professionalità che rappresenta.

La prima regola è facile. Lo spessore della carta porta maggiore resistenza, e la sensazione che trasmette è di solidità.

Carta Canta

Le regole 2 e 3 hanno a che fare con la comunicazione psicosensoriale, ed è così che un biglietto può sedurre. Il materiale con cui verranno realizzati è il punto esatto in cui si incontrano le due regole.  Decidi cosa vuoi trasmettere, e ti dirò cosa usare! Il biglietto che si distingue tra gli altri è quello che ha una grana particolare al tatto, da ruvida a superliscia, e di materiali alternativi, come il polipropilene, e certe gomme stampabili che sono andate anche molto di moda, negli anni 90. Ci sono carte nate per seguire certi settori, come quel grande classico che è la Savile Row di Fedrigoni, “gessata” alla nascita e destinata a case di moda, sartorie. La serie Curious Touch di Arjo Wiggins è davvero interamente dedicata a chi desidera colpire con effetti speciali “al tatto”, come la superficie leggermente gommata, o la sensazione morbida e strana della carta bagnata. Le carte di Gmund meriterebbero un discorso a parte, perché sono carte preziose, e chi le sceglie vuole trasmettere qualcosa di nobile, unico.  Quelle di Favini sono carte ecologiche, la cui fibra contiene le alghe della laguna di Venezia, o le foglie che avviluppano il mais.  Carte che nascono da progetti di recupero importanti e rivelano la natura “verde” di chi le sceglie.

Sono solo alcuni esempi, in realtà le cartiere sono molte e le carte speciali sono tutte bellissime.

Sul sagomato, due parole: attenzione che il biglietto vincente, cioè quello che raggiunge il suo obbiettivo, è il biglietto che dura più a lungo nel portafoglio del nostro cliente. Quindi deve essere facile da consultare e non deve rompersi facilmente. Essere originali ad ogni costo non è efficace, di per se’. Spesso i biglietti sagomati sono poco pratici e, a parte l’effetto sorpresa iniziale, finiscono nel cestino.

 

Pubblicato da Consuelo Piccini

Project manager, specializzata in produzione creativa e docente di Project Management in ambito Comunicazione, Eventi e Below the Line.

Lascia un commento