A chi non piace passeggiare nelle vie delle città, grandi e piccole, quando c’è un po’di tempo disponibile per farlo? Bighellonare senza meta, si direbbe. In realtà ciò che attira più l’attenzione sono proprio le vetrine, e gli americani hanno dato anche un nome a questa passeggiata: Window Shopping.
“La vetrina è il modo migliore per attirare clienti e convincerli ad entrare.” Le Corbusier, 1936.
Vorrei che fosse chiaro, e lo dirò una volta sola: non c’è nessuna giustificazione al non dedicare attenzione alla propria vetrina. E’ un finto risparmio. Ci sono negozianti che trascurano completamente questo aspetto della loro attività, e poi lamentano di non avere abbastanza clienti. Ci sono aziende che risparmiano sugli imballi del materiale inviato ai punti vendita, e poi si stupiscono di vedere cartelli vetrina danneggiati, o montati male. Creativi che progettano senza sapere la differenza tra bidimensionale e tridimensionale.
Vi stupirà sapere che l’86% dei possessori di spazi commerciali, compresi i pubblici servizi, non ha mai applicato le più elementari regole del visual merchandising.
Le Regole.
- Lo scopo della vetrina è far fermare il passante. Attirare la sua attenzione, colpire il suo immaginario, dove risiedono desideri che ancora non sa.
- Decidi su che prodotto puntare questo mese, o quale gruppo, e fanne il protagonista della tua vetrina.
- Immagina un mondo in cui inserire il tuo protagonista. Le fonti di ispirazione? Una comunicazione già esistente, un film, una storia. Deve essere molto evidente, contenere colori e, se possibile, animazioni. Non dimentichiamoci che deve attrarre un passante distratto, che cammina veloce, concentrato sul suo smartphone o immerso nei suoi pensieri. E molto determinato a non farsi disturbare.
- La storia che decidi di sviluppare è uno scenario, non la situazione. Attenzione, la situazione è il pretesto: Natale, Pasqua, la Festa delle Donne, l’Estate. Lo scenario è legato alla storia che si decide di raccontare, la Regina delle Nevi, le uova di Fabergé, e così via. Cioè tu non celebri la situazione, ma la USI a tuo vantaggio. Cogli l’occasione.
- Prepara un mood board. In pratica, fai una ricerca iconografica per chiarirti le idee su cosa pensi dia un senso alla tua idea, in termini di immagini, colori e riferimenti.
- Realizzare la scenografia. Una volta scelto un tema, decidi come svilupparlo concretamente. Puoi farti aiutare da un laboratorio creativo che realizzerà la tua idea, sulla base del tuo budget. Oppure deciderai di occupartene personalmente. In questo caso, ricordati che non devi fare male cose che richiederebbero competenze che non hai. Fai bene le cose che rientrano nelle tue possibilità, e andrà tutto bene.
- Bastano pochi elementi per creare una vetrina scenografica. Ci sono molti grossisti dedicati alla vendita di materiali per l’allestimento di un punto vendita. Vasi, cesti, fiori e piante finte, palloncini, nastri e carte di ogni tipo e colore. Anche su internet si trovano molti elementi scenografici, e basi d’appoggio per esporre i prodotti. Puoi anche realizzare delle vetrofanie, o trovarle pronte.
- Il fondale è importante perché, attraverso un’immagine importante, portiamo direttamente lo sguardo del passante nel nostro mondo. E’ l’effetto manifesto del cinema. Molti stampatori digitali hanno un grafico interno e possono stampare facilmente delle quinte che rappresenteranno molto bene la tua idea.
- I colori meritano un discorso a parte. Esistono su internet molti siti che pubblicano tabelle colori per vetrinisti, suddivise per temi e stagioni, legate a studi scientifici nell’ambito della psicologia e della sociologia. Questo argomento merita un articolo dedicato, ma vi anticipo che non vale la pena buttarsi su queste tabelle troppo avidamente. Non bisogna mai esagerare. Inoltre a queste linee guida si aggiungono le palette di moda, il pantone dell’anno, i colori del proprio logo o del brand che si propone.
- L’evento. Hai una vetrina. Hai un prodotto da vendere. Hai una scenografia che attira l’attenzione del passante. Come pensi di trasformare il passante in cliente? Come pensi di portarlo dentro il negozio? Crea l’evento. Inventa una iniziativa che lo spingerà ad entrare, a lasciare i suoi dati, ad autorizzarti ad usarli. Crea il pretesto per stabilire la relazione. Dimmi che negozio hai, e ti dirò quali iniziative sono più adatte a te. Non c’è una regola. Funzionano le card in cui si raccolgono i punti. Funziona l’estrazione a premi. Funzionano le promozioni. Funziona anche il comarketing!
- Il cliente di oggi vuole sapere quanto costano le cose. Di cosa sono fatte. Vuole essere informato sulla qualità, sulla provenienza. Ci sono dati importanti in proposito: si stima che più del 70% delle potenziali vendite si perdano nel passaggio tra la vetrina e il negozio perché non ci sono i prezzi. Le persone non entrano volentieri a chiedere. Vanno bene i cartellini del prezzo scritti a mano, ma bene, con una bella calligrafia, ben leggibili ed evitando accuratamente l’effetto asilo infantile. Se si sta correndo questo rischio… fateli al computer, scegliendo una font chiara ed elegante.